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da sabato 28 a martedì 31 marzo

L'ultima missione - Project Hail Mary

di Phil Lord, Christopher Miller — USA, 2026, 156 minuti
Fantascienza

Con Ryan Gosling, Milana Vayntrub, Sandra Hüller, Ken Leung, James Ortiz.

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Trama

Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, superato lo shock, un uomo inizia a ricordare chi è e come è finito lì. Si chiama Ryland Grace ed è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente che l'hanno ostracizzato, tanto da portarlo a lasciare l'accademia. Ora il Sole sta rapidamente perdendo energia, a causa di microscopici alieni detti astrofagi, e le sue teorie su forme di vita alternative ottengono l'attenzione di Eva Stratt. A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni, misteriosamente, non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.

Recensione

L'ultima missione: Project Hail Mary è tratto dal terzo romanzo dello scrittore di "The Martian", Andy Weir, e propone nuovamente una fantascienza con l'accento sulla scienza, questa volta però in chiave più favolistica.

Il film segna il ritorno alla regia cinematografica di Phil Lord e Christopher Miller, ormai dodici anni dopo The LEGO Movie e 22 Jump Street del 2014. Nel mentre la coppia di autori ha vinto l'Oscar, in veste di produttori del miglior film d'animazione del 2022: Spider-Man - Un nuovo universo. E non sono mancate poi regie televisive, soprattutto per Christopher Miller, che ha firmato ben 10 episodi della sua serie per Apple Tv The Afterparty. Alla sceneggiatura c'è Drew Goddard, anche lui negli ultimi tempi dedito soprattutto alla Tv dopo l'insuccesso del pur buono 7 sconosciuti a El Royale. Il suo nome è di rilievo perché aveva ottenuto una nomination all'Oscar proprio con l'adattamento per il grande schermo di The Martian. Tra i produttori figura anche il protagonista Ryan Gosling, a cui Weir aveva proposto direttamente il suo romanzo ancora prima della pubblicazione, convinto che fosse la persona perfetta per dare vita a questo progetto. Gosling è in effetti al centro di ogni scena e può sfoggiare sia il suo charme da star hollywoodiana, sia la sua passione per la commedia fisica, il film infatti non manca di momenti slapstick, in particolare nelle scene a gravità zero, diverse dal consueto algido fluttuare di tante altre opere sci-fi. A dare una particolare concretezza a queste scene contribuisce che tutti gli ambienti dell'astronave siano stati ricostruiti in studio: il film infatti non si è avvalso di riprese su Green Screen e, per le scene più spaziali con Gosling, ha usato un teatro di posa con grande schermo LCD e illuminazione dinamica sull'attore, non quindi affidata alla sola postproduzione. L'alieno "Rocky" è a sua volta una creatura analogica, un animatronic animato da marionettisti e solo ritoccato in CGI, un partner quindi concreto per l'interpretazione del protagonista. Del resto la dinamica tra il suo personaggio e il roccioso alieno è al centro della seconda parte del film, che diventa così un'opera sulla collaborazione e la speranza.